World4all: nuovo crowdfunding per l’accessibilità in Italia
World4all nasce a Roma nel 2022 come risposta concreta alle difficoltà quotidiane affrontate da milioni di persone in Italia nell’accesso a spazi e servizi. Fondata da Marco Bottardi, attivista per i diritti della disabilità, la startup vuole costruire un ponte tra persone con ridotta mobilità, strutture ricettive, esercizi commerciali ed enti pubblici, certificando in modo oggettivo il livello di accessibilità dei luoghi. La piattaforma si basa su una tecnologia avanzata che sfrutta il machine learning, capace di analizzare e incrociare vasti insiemi di dati ottenuti sia da fonti pubbliche che dagli utenti stessi, assicurando un monitoraggio costante e aggiornato. L’Italia, nonostante una normativa relativamente avanzata sull’inclusione, presenta ancora forti criticità nell’abbattimento delle barriere architettoniche e nella trasparenza delle informazioni. World4all è determinata a colmare questa lacuna, diventando il punto di riferimento per la mappatura accessibile, sia per cittadini che per istituzioni: ogni struttura viene verificata tramite audit precisi e recensioni certificate, offrendo agli utenti una ricerca personalizzata e affidabile. La mappatura diventa così anche un driver di cambiamento culturale ed economico, incentivando le aziende a migliorare concretamente l’offerta per le persone con disabilità e ridotta mobilità.
Nell’estate 2025 la startup ha avviato un round di equity crowdfunding su Mamacrowd per rafforzare la propria infrastruttura tecnologica, ampliare il portafoglio servizi, potenziare la rete di strutture certificate e consolidare la propria mission a favore dell’accessibilità diffusa. La raccolta di capitali mira non solo a permettere ulteriori investimenti, bensì a coinvolgere tutta la comunità di utenti e investitori socialmente attenti, grazie a diversi livelli di partecipazione. Le risorse saranno così destinate all’evoluzione degli algoritmi di machine learning, all’aggiornamento delle applicazioni mobile e web, alla validazione sempre più puntuale dei dati, e alla progressiva espansione delle partnership con alberghi, amministrazioni pubbliche e associazioni, anche attraverso strumenti di incentivazione alla segnalazione attiva degli utenti e alla verifica sul campo. L’obiettivo strategico è arrivare a certificare almeno 10.000 strutture accessibili in Italia entro il 2026, con attenzione alle grandi città e alle principali destinazioni turistiche, orientando così risorse, progettualità e best practice verso una trasformazione sistemica.
L’impatto sociale del progetto è ambizioso e concreto: World4all mira a favorire l’indipendenza delle persone con disabilità, l’incremento del turismo accessibile, una maggiore inclusione sociale e il miglioramento della vita quotidiana per centinaia di migliaia di famiglie, anziani e cittadini temporaneamente non autonomi. Il mercato ha già mostrato grande interesse, con molte catene alberghiere e reti commerciali intenzionate a integrare la certificazione World4all, riconoscendone sia il valore etico che quello competitivo. Le prospettive future includono espansione europea, l’offerta di consulenza su misura e l’integrazione con i sistemi digitali di prenotazione. World4all non è solo un esempio di tecnologia a servizio della partecipazione e della giustizia sociale, ma rappresenta un modello replicabile a livello internazionale, in cui innovazione, empatia e coinvolgimento collettivo concorrono a ridefinire i confini dell’accessibilità.
Il nuovo OPPO A5 Pro 5G si distingue nel mercato degli smartphone di fascia media grazie a una combinazione senza precedenti di robustezza, certificazioni di resistenza e componente hardware all’avanguardia. Mentre la competizione fra produttori si focalizza generalmente sull’estetica e sulle prestazioni, OPPO si muove controtendenza puntando tutto sulla solidità strutturale e sulla longevità del dispositivo. Il modello A5 Pro 5G è equipaggiato con tripla certificazione IP69, IP68 e IP66, garantendo così una protezione totale contro acqua, polvere e immersioni profonde, oltre alla resistenza a getti d’acqua ad alta pressione. Questa dotazione, unita alle certificazioni MIL-STD di livello militare per la resistenza agli urti, posiziona il dispositivo al vertice tra gli smartphone robusti per uso intensivo del 2025. In un mercato dove ancora pochi prodotti possono vantare credenziali simili, OPPO si propone come punto di riferimento per un’utenza esigente, attenta sia alla protezione dai danni accidentali che alla qualità costruttiva complessiva.
Un altro elemento fondamentale dell’OPPO A5 Pro 5G è la sua batteria da 5.800mAh. Non solo garantisce autonomie superiori ai due giorni di uso intensivo, ma è anche progettata per mantenere alte prestazioni e minima perdita di efficienza anche dopo quattro anni d’uso. Questa filosofia rappresenta per OPPO un punto di svolta: ridurre la frequente necessità di sostituzioni dello smartphone per ragioni di deterioramento della batteria e garantire al tempo stesso sostenibilità ambientale e risparmio economico per gli utenti. Dal punto di vista hardware, il device offre un processore 5G di nuova generazione, display luminoso e resistente ai graffi, sistema evoluto di raffreddamento, memoria espandibile e comparto fotografico di livello, assicurando prestazioni a tutto tondo per chi non vuole compromessi né in mobilità né quanto a resistenza.
Nell’esperienza quotidiana, OPPO A5 Pro 5G si distingue anche per la praticità d’uso e l’intelligenza software. L’interfaccia è estremamente intuitiva, fluida e priva di rallentamenti anche sotto stress prolungato, con dettagli come la modalità guanti e bambini che ne ampliano ulteriormente la versatilità. Il confronto con i competitor della stessa fascia evidenzia la scelta di OPPO di privilegiare resistenza e autonomia rispetto ai soli dettami estetici. In un’epoca tecnologica – quella del 2025 – in cui sostenibilità, durata e affidabilità sono valori portanti, la strategia OPPO trova perfetta collocazione rispondendo tanto all’utente professionale quanto all’utente attivo e consapevole. Disponibile in Italia dal 20 giugno 2025, OPPO A5 Pro 5G si candida come miglior smartphone di fascia media dell’anno, ridefinendo gli standard attesi per robustezza, autonomia e affidabilità.
### 1. Le rivoluzioni di design e hardware nei Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7
I nuovi Samsung Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7 segnano un deciso passo avanti nel settore degli smartphone pieghevoli, puntando su un design rivoluzionario e una sottigliezza senza precedenti. Il Fold 7 raggiunge appena 4,5 mm da aperto e 9,5 mm da chiuso, mentre lo Z Flip 7 si attesta su 6,9 mm da aperto e 9,1 mm da chiuso, imponendosi come nuovi standard di maneggevolezza e portabilità. L’obiettivo di Samsung è coniugare la praticità, l’eleganza, e le esigenze di un’utenza moderna a un hardware d’eccellenza. Entrambi i modelli includono display AMOLED di ultima generazione con refresh rate fino a 120Hz e una riduzione massima delle cornici, regalando una visione immersiva e una piega centrale quasi invisibile. Il Fold 7 introduce processori top di gamma, RAM fino a 16 GB, storage espandibile fino a 1 TB, fotocamere riprogettate per la cerniera, nuova batteria potenziata e piena compatibilità con S Pen, mentre lo Z Flip 7 offre display più ampio, performance ottimizzate, autonomia superiore e personalizzazione avanzata. Entrambi promettono durabilità, certificazione IPX8 e materiali in titanio o polimeri ultra-resistenti. L’evoluzione hardware assicura anche moduli RAM LPDDR5X, archiviazione UFS 4.0, supporto al 5G (e persino al 6G in futuro) e sistemi di raffreddamento avanzati.
### 2. Vantaggi della portabilità, confronto generazionale e sicurezza incremenata
L’approccio “less is more” di Samsung trova massima espressione in questi dispositivi ultrasottili, che rendono semplice portare in tasca o in borsa uno smartphone dalle performance paragonabili a un tablet o a un laptop. Il miglioramento dei materiali e delle cerniere ha comportato un netto passo avanti rispetto alle generazioni precedenti: display più grandi e luminosi, piega centrale meno evidente, e un incremento delle prestazioni stimato del 25-30% secondo i primi test. Grazie all’utilizzo di vetro ultra-resistente, telai rinforzati e certificazione IPX8, la longevità e la resistenza sono notevolmente superiori ai modelli precedenti, rispondendo alle perplessità degli utenti sulla durabilità dei pieghevoli. Samsung ha puntato molto anche sulla sicurezza: Knox integrato, aggiornamenti costanti delle patch e protezione dati garantiscono la massima tranquillità nell’uso quotidiano. Questi smartphone sono pensati per un utilizzo intensivo e professionale, mantenendo il massimo comfort anche durante lunghi spostamenti o sessioni di lavoro. Il salto rispetto a Fold 6 e Flip 6 è marcato sia dal punto di vista strutturale che funzionale, rendendo i nuovi modelli leader del settore mobile pieghevole.
### 3. Ecosistema, uscita, aspettative del mercato e prospettive future
I Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7 si inseriscono in un ecosistema Samsung sempre più ricco e integrato: piena compatibilità con One UI 7, smartwatch Galaxy, Galaxy Buds, DeX Station e connessioni seamless con dispositivi Windows e Smart TV. L’intento è offrire un’esperienza d’uso fluida tra vari device e un multitasking senza precedenti, particolarmente valorizzato dai nuovi display più ampi. L’arrivo nei negozi italiani è previsto per metà luglio 2025, subito dopo il lancio globale, con prezzi in linea con la fascia premium: Fold 7 tra 1800-2200 euro e Flip 7 tra 1200-1500 euro. Le attese sono alte: analisti e utenti vedono nei nuovi pieghevoli Samsung una risposta efficace alle esigenze di produttività e portabilità, e un potenziale rafforzamento nella fascia premium. Gli aggiornamenti annunciati per luglio 2025 includeranno anche nuovi accessori e servizi, rafforzando la posizione di Samsung come leader nell’innovazione mobile. Questi modelli segnano la svolta definitiva verso dispositivi sottili, potenti e durevoli, consolidando la leadership di Samsung nel segmento pieghevole, e preparando il terreno per la futura evoluzione del mobile.
Il TFA sostegno rappresenta uno dei percorsi formativi essenziali per gli aspiranti docenti che desiderano lavorare nell’ambito del sostegno scolastico. Nel 2025, l’inserimento negli elenchi aggiuntivi diventa ancora più rilevante in virtù delle nuove procedure che attribuiscono punteggi determinanti ai docenti specializzati. Il sistema degli elenchi aggiuntivi consente ai neospecializzati di entrare in graduatoria senza attendere i lunghi tempi previsti dagli aggiornamenti triennali, favorendo una più rapida immissione nei ruoli di supplenza e incarico a tempo determinato. Nel caso specifico del TFA sostegno, il conseguimento del titolo, anche attraverso modalità semplificate come l’accesso diretto presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, è riconosciuto pienamente ai fini dell’attribuzione dei punteggi. La procedura prevede uno scioglimento della riserva, fondamentale per il riconoscimento formale e definitivo del punteggio maturato, consentendo agli aspiranti di determinare significativamente la propria posizione in graduatoria.
L’articolazione dei punteggi attribuiti dal TFA sostegno è strutturata su due sezioni principali negli elenchi aggiuntivi: la sezione A.1 che assegna 24 punti per la specializzazione e la sezione A.2 che attribuisce ulteriori 12 punti relativi al percorso abilitante stesso. Il totale di 36 punti derivante da questi due riconoscimenti incide in modo sostanziale sulla scalata della graduatoria, aumentando notevolmente le possibilità di ottenere supplenze o incarichi. I docenti che conseguono il titolo presso università accreditate, seguendo scrupolosamente le modalità di presentazione della documentazione e sciogliendo la riserva nei tempi previsti, riescono così a massimizzare le proprie opportunità lavorative. È cruciale presentare tutta la documentazione richiesta tramite la piattaforma ministeriale, monitorando costantemente le comunicazioni di MIUR e degli Uffici Scolastici Regionali per non rischiare di perdere punteggi fondamentali come i 12 punti della sezione A.2.
Guardando alle prospettive future, il sistema degli elenchi aggiuntivi subirà ulteriori innovazioni digitali che semplificheranno sia le procedure di scioglimento della riserva, sia la gestione e il riconoscimento automatico dei titoli. Il caso della docente della Mediterranea di Reggio Calabria, che ha ottenuto sia i 24 che i 12 punti senza sostenere la preselettiva, dimostra la piena equiparazione del titolo conseguito rispetto ad altre modalità ordinarie. Ciò rafforza il valore del TFA sostegno come strumento inclusivo ed efficace per valorizzare il personale scolastico. Per garantire un futuro solido nella scuola e assicurare ai ragazzi con bisogni educativi speciali il personale più preparato, è indispensabile seguire con attenzione le regole di inserimento e aggiornarsi tempestivamente su ogni novità normativa e procedurale con particolare riguardo al riconoscimento dei punteggi negli elenchi aggiuntivi scuola 2025.
### Paragrafo 1
Le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni per il 2025 rappresentano il fulcro della mobilità annuale del personale scolastico in Italia. Queste misure offrono ai docenti la possibilità di avvicinarsi temporaneamente alle proprie famiglie, pur restando formalmente titolari in una diversa sede. Le utilizzazioni riguardano soprattutto insegnanti con motivi particolari come esubero o trasferimenti d’ufficio, mentre le assegnazioni provvisorie sono richieste per ragioni familiari, assistenziali (spesso collegate alla Legge 104), di salute o per scambi consensuali tra colleghi. È importante sottolineare che possono accedere a queste procedure solo il personale di ruolo, inclusi docenti, personale educativo, insegnanti di religione e, in casi specifici, personale ATA. Tutto il processo è regolamentato da un’ordinanza ministeriale e viene attivato ogni anno su base volontaria, senza alcuna implicazione di trasferimento permanente ma solo per un anno scolastico. Pertanto, la mobilità annuale va letta come una misura temporanea, gestita attraverso una domanda che va presentata ogni anno, per soddisfare esigenze temporanee sia degli insegnanti che delle scuole senza scardinare l’assetto definitivo dell’organico e delle sedi.
### Paragrafo 2
Un tema centrale legato alle assegnazioni provvisorie 2025 è la questione della continuità scolastica. Persiste la convinzione, tra molti insegnanti, che sia possibile ottenere una sorta di diritto alla riconferma nell’istituto dove si è stati assegnati l’anno precedente tramite questa procedura. Tuttavia, la normativa è esplicita: l’assegnazione provvisoria non garantisce alcuna continuità. Ogni anno tutte le domande vengono trattate come nuove e non esiste il diritto alla stessa scuola assegnata precedentemente, nemmeno per chi presenta figli minori, motivi di salute o gode della precedenza ai sensi della Legge 104. È possibile fare richiesta per più scuole secondo le preferenze, ma l’attribuzione finale dipende dalla graduatoria, dalle precedenze riconosciute e dal numero di posti disponibili, che sono sempre quelli rimasti vacanti dopo i movimenti definitivi e le nuove immissioni in ruolo. Anche i docenti beneficiari della Legge 104 devono ripresentare domanda annualmente, senza alcuna certezza di poter continuare nella stessa sede; viene assicurata solo la precedenza all’interno della provincia e per lo specifico tipo di posto, non per l’istituto.
### Paragrafo 3
Dal punto di vista operativo, la procedura per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni prevede alcune fasi chiave. Le domande si presentano generalmente tra fine giugno e metà luglio, attraverso la piattaforma telematica ministeriale Istanze Online. Dopo la chiusura, vengono pubblicate le graduatorie che stabiliscono le priorità dei candidati, valutando punteggio, anzianità e precedenze. È possibile presentare reclamo in caso di errori entro pochi giorni dalla pubblicazione delle graduatorie stesse. Gli esiti delle assegnazioni vengono comunicati prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, e chi non risulta assegnato o utilizzato resta nella scuola di titolarità. In definitiva, ai docenti si consiglia di prepararsi accuratamente, monitorare gli avvisi e predisporre con cura la documentazione per precedenze. Occorre inoltre ricordare che l’assegnazione provvisoria non può essere considerata una soluzione definitiva: essa va intesa come risposta temporanea ad esigenze familiari o organizzative, senza aspettarsi una stabilizzazione della sede assegnata che rimane sempre, per legge e prassi, solo per un anno alla volta.
Il 2026 segna una svolta storica per l’intero panorama universitario italiano grazie al Politecnico di Milano, che per la prima volta si posiziona tra le prime 100 università al mondo nei QS World University Rankings. Questo risultato straordinario, concretizzatosi con il 98° posto, rappresenta un salto di qualità senza precedenti per il nostro Paese, proiettando Milano e l’Italia intera sotto una nuova luce nel contesto accademico internazionale. Dietro questa conquista non vi sono solo numeri e classifiche, ma il riconoscimento di una lunga strategia di innovazione, internazionalizzazione e partnership con il mondo delle imprese. Il QS Ranking, tra i più autorevoli riferimenti nel settore, valuta oltre 1.500 università attraverso una serie di indicatori articolati che includono reputazione accademica, rapporto docenti/studenti, collaborazioni industriali, esiti occupazionali e impatto internazionale: criteri che premiano la capacità dei migliori atenei di formare talenti competitivi e promuovere una ricerca di eccellenza.
L’ascesa del Politecnico di Milano nella classifica si deve a molteplici fattori chiave. In primo luogo l’ateneo ha migliorato sensibilmente la propria reputazione presso i datori di lavoro internazionali, salendo di dieci posizioni in questa specifica categoria, segno di un apprezzamento crescente da parte delle aziende per la preparazione dei laureati. Parallelamente si registra un poderoso balzo negli esiti occupazionali: i laureati trovano lavoro più rapidamente in Italia e all’estero, grazie a programmi di stage avanzati, collaborazioni industriali e percorsi formativi pratici orientati all’innovazione e alla multidisciplinarietà. Tutto ciò rende il Politecnico milanese un riferimento autorevole e un modello imitabile nel sistema accademico nazionale e europeo, accrescendo il valore del “Made in Italy” anche nel settore educativo-tecnico. Il risultato stimola competitività e riflessione nelle altre università italiane, offrendo opportunità di networking, attrazione di fondi e talenti e ampliamento delle collaborazioni internazionali.
Guardando alle sfide future, il conseguimento del 98° posto mondiale solleva importanti aspettative e responsabilità. Il Politecnico e l’intero sistema universitario italiano dovranno ora consolidare e rafforzare standard elevati puntando su investimenti continui in ricerca, infrastrutture e capitale umano. Sarà essenziale attrarre e trattenere docente di livello internazionale, potenziare la rete di collaborazioni con il mondo delle imprese e della ricerca, e mantenere un forte orientamento alla sostenibilità e all’inclusione. Come sottolinea la rettrice Donatella Sciuto, questo successo va oltre la dimensione istituzionale: rappresenta un patrimonio condiviso, un esempio di governance efficace e una risorsa strategica per l’immagine, la competitività e lo sviluppo del Paese. Il Politecnico di Milano si afferma così come ambasciatore accademico italiano, capace di aprire nuove prospettive e rafforzare la posizione dell’Italia tra i principali protagonisti dell’educazione e dell’innovazione globali.
La Maturità 2025 rappresenta uno snodo decisivo nel percorso degli studenti italiani e il colloquio orale ne costituisce l’elemento più rilevante. Durante l’orale, la commissione valuta non solo le conoscenze disciplinari, ma anche la capacità di integrare argomenti diversi, la rielaborazione personale e la presentazione di lavori come la tesina e l’E-Portfolio. È fondamentale dedicare grande attenzione ai collegamenti tra le materie e alle modalità di esposizione: preparare una presentazione iniziale chiara, personalizzata e sintetica può influire positivamente sull’andamento del colloquio. L’uso di schemi e mappe concettuali favorisce il ripasso, mentre approfondire tematiche di cittadinanza attiva arricchisce il discorso e permette di affrontare efficacemente quegli argomenti che spesso suscitano l’interesse della commissione. Comprendere e applicare le strategie di collegamento interdisciplinare rappresenta un aspetto chiave per distinguersi, ponendo al centro la visione d’insieme e la capacità critica dello studente.
In preparazione all’orale, è cruciale valorizzare strumenti come il Curriculum dello studente e l’E-Portfolio, che permettono di presentare esperienze personali e competenze acquisite anche al di fuori del programma curricolare. L’E-Portfolio, in particolare, deve essere curato e aggiornato, pronto a mostrare elaborati, progetti e “capolavori” realizzati negli anni: anche se questi ultimi non incidono direttamente sul punteggio, la loro narrazione arricchisce l’immagine complessiva dello studente, mettendo in luce creatività, spirito di iniziativa e autonomia. Mostrare la coerenza fra i diversi aspetti del proprio percorso – ad esempio ponendo in relazione il capolavoro con la tesina o altre materie – conferisce spessore e originalità all’esposizione. Gli studenti dovrebbero simulare l’orale, esercitandosi nell’esposizione delle proprie esperienze e anticipando possibili domande della commissione, così da presentare una performance equilibrata ed efficace.
Affrontare la maturità orale con successo significa adottare un approccio strategico e consapevole: suddividere lo studio nel tempo, curare la comunicazione verbale e non verbale, mantenere una visione organica del percorso svolto. Il colloquio non è solo una verifica mnemonica ma una prova di maturità critica: saper argomentare, collegare discipline, discutere questioni di cittadinanza attiva e illustrare i propri progetti personali sono competenze centrali. Gestire l’ansia tramite simulazioni e una buona organizzazione contribuisce a vivere serenamente il momento dell’esame. In sintesi, l’orale della maturità è l’occasione per mettere in gioco tutto il proprio background e la propria visione: affrontarlo con metodo, autenticità e sicurezza favorisce non solo un buon risultato, ma anche una crescita personale significativa.
Windows 11 introduce un’importante novità nell’ambito della creazione di contenuti visivi: la possibilità di trasformare video in GIF animate direttamente tramite lo Strumento di Cattura integrato nel sistema operativo. Questa funzione, attualmente in fase sperimentale per gli utenti Insider nei canali Dev e Canary, consente di convertire brevi registrazioni dello schermo in GIF senza l’ausilio di software esterni. L’opzione di esportazione come GIF, semplicemente accessibile durante il salvataggio di una registrazione, è pensata per semplificare il workflow sia degli utenti privati che professionali, riducendo al minimo i passaggi tecnici e abbassando la barriera di accesso a chiunque desideri comunicare tramite contenuti animati. Microsoft, rispondendo a una richiesta crescente in ambiti social, formativi e aziendali, mira così a democratizzare ulteriormente la creatività digitale offrendo un tool nativo, sicuro ed efficiente.
La procedura per trasformare video in GIF su Windows 11 è estremamente intuitiva: si avvia lo Strumento di Cattura, si registra un segmento dello schermo fino a un massimo di 30 secondi e, infine, si seleziona l’opzione “Esporta come GIF”. Questa soglia temporale rappresenta un limite deliberato per garantire file di piccole dimensioni, facilmente gestibili e condivisibili su tutte le principali piattaforme di messaggistica e social network. Tra i punti di forza emergono l’integrazione nativa, la semplicità d’uso e la compatibilità anche su hardware di fascia media, permettendo così una fruizione ampia e inclusiva della funzione. Il salvataggio dei file segue la logica degli altri documenti Windows, garantendo massima flessibilità e supporto alle app più diffuse nella comunicazione digitale contemporanea.
Rispetto alle soluzioni di terze parti, la funzione GIF integrata in Windows 11 si distingue per sicurezza, assenza di costi aggiuntivi, aggiornamenti regolari e migliore protezione dei dati. Le implicazioni per utenti, aziende e creator sono notevoli: risparmio di tempo, riduzione dei rischi di sicurezza e facilità di utilizzo anche per chi non ha competenze tecniche avanzate. L’intento di Microsoft è proiettare Windows 11 come piattaforma di riferimento per la creatività visiva, espandendo le potenzialità dello Strumento di Cattura e prevedendo ulteriori evoluzioni, come filtri avanzati, editing, compressioni automatizzate ed esportazione cloud. Se la fase di test otterrà feedback positivi dalla community Insider, la funzione sarà estesa a tutti gli utenti entro fine 2025, rafforzando così l’impegno di Microsoft nell’ottimizzazione dell’esperienza utente e della produttività digitale.
### Primo paragrafo (200 parole)
La pubblicazione della nota ministeriale n. 140431 del 20 giugno 2025 rappresenta una svolta cruciale per la gestione delle GPS sostegno (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) di prima fascia. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, basandosi sulle novità introdotte dal decreto-legge 71/2024 e dalla legge 106/2024, ha ridefinito il valore e la priorità dei titoli di specializzazione conseguite in Italia rispetto a quelli ottenuti all’estero. La principale novità riguarda il riconoscimento del TFA sostegno, percorso italiano di specializzazione, come referente principale e titolo prioritario per l’inclusione in GPS. Chi è inserito con riserva in graduatoria a causa di un titolo estero in attesa di riconoscimento, ora può “sciogliere la riserva” semplicemente ottenendo il TFA in Italia, superando così ogni incertezza legata ai tempi e all’esito delle procedure europee. Questa direttiva uniforma le prassi delle amministrazioni scolastiche territoriali, riducendo ambiguità e disparità tra province. L’obiettivo, chiaramente dichiarato, è assicurare certezza dei diritti ai docenti e continuità nelle nomine da GPS, anche per tutelare la qualità dell’offerta didattica nei confronti degli studenti con bisogni educativi speciali.
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### Secondo paragrafo (200 parole)
Il nuovo quadro normativo rafforza decisamente il ruolo del titolo di specializzazione conseguito con il TFA italiano. Esso infatti garantisce pienezza di diritti sia per l’inserimento che per la permanenza in GPS prima fascia, eliminando il bisogno di attendere il riconoscimento di titoli esteri spesso soggetti a lunghi tempi e possibili dinieghi. In termini pratici, i docenti che già figurano con riserva perché in possesso di uno dei numerosi titoli acquisiti fuori dai confini nazionali, possono consolidare rapidamente la loro posizione conseguendo il TFA Italia e presentando apposita istanza di scioglimento presso gli Uffici Scolastici. Questa modalità velocizza lo scorrimento delle graduatorie e riduce contemporaneamente la mole di lavoro amministrativa relativa alle pratiche di riconoscimento estero. Il Ministero ha fornito dettagliate istruzioni operative agli Uffici per uniformare le procedure, evitando difformità di trattamento e rafforzando la trasparenza e l’efficienza su scala nazionale. Così, il sistema GPS si avvantaggia di una gestione più snella e regolamentata, mentre le scuole possono contare su una maggiore stabilità nella copertura delle cattedre di sostegno.
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### Terzo paragrafo (200 parole)
Dal punto di vista delle ricadute professionali e didattiche, la circolare introduce significativi vantaggi. Il nuovo meccanismo di scioglimento della riserva tramite conseguimento del TFA nazionale consente ai docenti di accedere a pieno titolo alle supplenze e ai ruoli, sbloccando rapidamente eventuali stalli dovuti a iter di riconoscimento estero incerti o prolungati. Le domande frequenti poste dai docenti trovano una risposta chiara: non serve ritirare la domanda precedente, basta integrare il proprio fascicolo con il certificato TFA; inoltre, dal momento dell’ammissione con titolo italiano decade ogni esigenza di attendere il riconoscimento europeo. Questa innovazione contribuisce a garantire continuità didattica alle scuole e un più sereno percorso lavorativo agli insegnanti, valorizzando la qualità della formazione nazionale e offrendo prospettive di consolidamento per chi investe nei percorsi TFA. In prospettiva, la norma potrebbe estendersi anche ad altre classi di concorso caratterizzate da casi analoghi. La sintesi è una: il TFA italiano diventa il perno centrale delle graduatorie sostegno, con effetti positivi per scuole, docenti e, soprattutto, studenti con bisogni educativi speciali.
Le Graduatorie ATA 24 mesi rappresentano un passaggio cruciale per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola pubblica italiana che desidera ottenere incarichi a tempo determinato o indeterminato. Sono dedicate a chi ha maturato almeno 24 mesi di servizio, anche non continuativi, e si rinnovano annualmente, aggiornando le possibilità di stabilizzazione e accesso alle supplenze. Il primo passo fondamentale è la presentazione della domanda, quest’anno fissata entro il 19 maggio 2025 tramite la piattaforma digitale Istanze online. Tuttavia, la procedura non si esaurisce qui: per completare l’inserimento in graduatoria, è necessario compilare anche l’allegato G, che consente di scegliere fino a 30 scuole della stessa provincia in cui si desidera lavorare. Senza questo documento, l’aspirante perderebbe la possibilità di essere chiamato, poiché solo la corretta presentazione dell’allegato G permette l’inserimento nelle liste degli istituti prescelti e quindi la partecipazione effettiva alle convocazioni per le supplenze o immissioni in ruolo.
La tempistica per l’abilitazione dell’allegato G trova ogni anno molta attenzione e qualche incertezza: sebbene la data ufficiale per il 2025 debba ancora essere confermata dal Ministero, le consuetudini degli anni passati indicano una finestra che va da fine giugno ai primi di luglio. Tale intervallo inizia solo dopo che tutte le domande di inserimento sono state verificate e che una nota ministeriale ha sancito l’apertura della procedura. Gli aspiranti potranno così accedere nuovamente al portale Istanze online per selezionare, in base a criteri logistici o preferenze personali, le trenta scuole di riferimento, ricordando che le scelte restano vincolanti per l’intero anno scolastico successivo. Questo passaggio richiede attenzione, sia nel controllare i dati inseriti, sia nelle strategie di selezione (posizione in graduatoria, distanze, facilità di raggiungimento degli istituti). Una volta confermata la scelta e ricevuta la ricevuta digitale da conservare, la fase è completata e ci si prepara alla pubblicazione delle graduatorie definitive.
Dopo la compilazione e trasmissione dell’allegato G, gli uffici scolastici provinciali pubblicano le graduatorie definitive. Gli incarichi di supplenza o ruolo vengono assegnati scorrendo queste graduatorie, tenendo conto della posizione raggiunta e delle preferenze espresse tramite l’allegato G. È essenziale che gli aspiranti tengano monitorati comunicazioni ufficiali, email e aggiornamenti del Ministero, per non perdere eventuali chiamate: la mancata risposta può comportare la perdita del posto. Vengono raccomandate un’attenta lettura delle istruzioni, la verifica puntuale delle scuole selezionate e la conservazione di tutte le ricevute. La digitalizzazione della procedura, con l’uso sempre più diffuso di Istanze online, migliora la trasparenza e la rapidità, confermando la centralità dell’allegato G come snodo strategico per l’accesso ai ruoli ATA. In conclusione, preparazione, attenzione ai dettagli e prontezza nel rispondere agli avvisi sono le chiavi per sfruttare appieno le opportunità offerte dalle graduatorie ATA 24 mesi e per aprire concrete prospettive di stabilità lavorativa nella scuola pubblica.
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